“Anyone who knows me, should learn to know me again;

For I am like the Moon, you will see me with new face everyday.”
Gialal al-Din Rumi – Persian theologist and mystic poet

There have been wonderful moons in this 2020, I think I’ve never seen more beautiful ones. I thought they were the prelude to a special year… They were, but not in the way I expected. Undoubtedly this was the year of uncertainty, fear, hidden and not lived life, forced isolation, suspended time, nature regaining possession of its spaces, its seas, its land. The human race is a prisoner but life around it proceeds, with its cadenced and ineluctable pace. And the Moon is there. She smiles at us, looks at us, caresses us.
She grows, decreases, disappears, reappears in her fullness in the same way as the tides, flora, life.
At a moment like this – and even before a moment like this – we felt the need for a lunar, mystic, pure LYF, which would distance itself from the tangle of human passions, from confusion, from the absence of ‘feeling’.
Today the ‘I Have’ is in force, we have forgotten the ‘I Feel’.
Now, more than ever, we need to feel, to reconnect with our emotions and our soul. Therefore we have wanted a more spiritual, intimistic LYF, aimed at the search for the most hidden and true self. It is an issue that looks over, that scratches beyond the walls of appearing, that explores and places itself as an observer.
The world, the time, the circumstances teach us that everything always appears the same and yet it is never the same. Everything changes when least expected and this process is never sudden, but it is the result of other processes whose existence we had not even noticed. Everything is in progress, changing, like the Moon.
The Moon is the soul, she is our way of experiencing emotions, desires, dreams, magic, esotericism, life and its discontinuity, the passing of time, metamorphosis, the female sphere, rebirth, creativity, the gift of intuition, visions, desires and much more.
She is the undisputed muse for the greatest poets of all time, but also in cinema, painting and popular folklore. Luciano di Samosata imagined reaching her on a ship, Petrarch makes her a metaphor for his melancholy and nocturnal moods, Dante dedicates Heaven to her and Leopardi a stupendous work from which the dismay for human transience emerges as opposed to the eternal and to the divine.
Following the arrival of the first astronauts on the Moon, Giuseppe Ungaretti wrote:
“This is a night different from any other night in the world. Every man has always wanted to conquer the Moon… today the unattainable has been reached, but the imagination will not stop…”. With Armstrong the Moon has become a physically explorable universe but she will always and forever be, for all men, a narrating celestial body telling of the cosmos and its harmony, of time and its regularity, of space and its depth.

“Chiunque mi conosca, dovrebbe imparare a conoscermi di nuovo;
Perché sono come la Luna, mi vedrai ogni giorno con un volto diverso.”
Gialal al-Din Rumi – Teologo e poeta mistico persiano

Abbiamo avuto delle lune meravigliose in questo 2020, credo di non averne mai viste di più belle. Pensavo fossero il preludio di un anno speciale… Lo sono state, ma non nella maniera che mi aspettavo. Indubbiamente questo è stato l’anno dell’incertezza, della paura, della vita nascosta e non vissuta, dell’isolamento forzato, del tempo sospeso, della natura che riprende possesso dei suoi spazi, dei suoi mari, della sua terra. Il genere umano è prigioniero ma la vita intorno procede, con il suo passo cadenzato e ineluttabile.
E la Luna è lì. Ci sorride, ci guarda, ci accarezza. Cresce, decresce, scompare, riappare nella sua pienezza alla stessa stregua delle maree, della flora, della vita.
In un momento come questo – e prima ancora di un momento come questo – abbiamo sentito la necessità di un LYF lunare, mistico, puro, che prendesse le distanze dal groviglio delle passioni umane, dalla confusione, dall’assenza del ‘sentire’. Oggi vige l’ ‘Io Ho’, ci si è dimenticati dell’ ‘Io Sento’.
Adesso più che mai abbiamo bisogno di sentire, di riconnetterci con le nostre emozioni e la nostra anima. Dunque abbiamo voluto un LYF più spirituale, intimistico, volto alla ricerca dell’Io più recondito e vero. È un numero che guarda avanti, che gratta oltre i muri dell’apparire, che esplora e si pone come osservatore.
Il mondo, il tempo, le circostanze, ci insegnano che tutto appare sempre uguale, eppure, non è mai medesimo. Ogni cosa muta quando meno ce lo si aspetta e questo processo non è mai improvviso ma è il risultato di altri processi di cui non avevamo neanche scorto l’esistenza. Ogni cosa è in divenire, mutevole, come la Luna.
La Luna è l’anima, è il nostro modo di vivere le emozioni, i desideri, i sogni, la magia, l’esoterismo, la vita e la sua discontinuità, il tempo che passa, la metamorfosi, la sfera femminile, la rinascita, la creatività, il dono dell’intuizione, le visioni, i desideri e molto altro. è musa indiscussa per i poeti più grandi di tutti i tempi, ma anche nel cinema, nella pittura, nel folklore popolare.
Luciano di Samosata immaginava di raggiungerla con una nave, Petrarca ne fa una metafora dei suoi stati d’animo malinconici e notturni, Dante le dedica il Paradiso e Leopardi un’opera stupenda da cui emerge lo sgomento per la caducità umana contrapposto all’eterno e al divino.
All’indomani dell’arrivo dei primi astronauti sulla Luna, Giuseppe Ungaretti scrisse: “Questa è una notte diversa da ogni altra notte del mondo. Ogni uomo ha desiderato da sempre conquistare la Luna… oggi è stato raggiunto l’irraggiungibile, ma la fantasia non si fermerà…”. Con Armstrong la Luna è diventata un universo fisicamente esplorabile ma da sempre e per sempre sarà, per tutti gli uomini, un astro narrante, che racconta del cosmo e della sua armonia, del tempo e della sua regolarità, dello spazio e della sua profondità.

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